Vuoi sapere se hai subito l'usura bancaria? Vuoi passare dalla condizione di debitore a quella di creditore, e trovare una grande liquidita' per la tua azienda? Sei arrivato nel posto giusto!

Dato che sei arrivato sul nostro sito, sicuramente hai già sentito parlare di Usura Bancaria.

Oramai sta diventando di pubblico dominio l’esistenza di questa situazione, anche se ovviamente le banche fanno di tutto per minimizzare.

Quello ti proponiamo è questo:

  • Stabilire se hai subito l’usura bancaria, e definire l’importo di cui chiedere il rimborso
  • Cambiare la tua situazione da debitoria (nei confronti delle banche con cui lavori), a creditoria
  • Farti incassare una somma che può essere molto importante, e rappresenta una specie di “finanziamento interno”.

Come possiamo capire quando la banca ci applica un tasso usuraio?

Di fatto quasi mai privati ed aziende sono in grado di fare questo controllo, perché di norma le condizioni contrattuali che regolano il nostro rapporto con la banca non le conosciamo mai per intero e con precisione.

Oltretutto la totalità delle nostre energie e del nostro tempo dobbiamo impiegarle per combattere con i concorrenti, i fornitori, i dipendenti infedeli, le amministrazioni pubbliche, ecc ecc.

Per dirla in una frase sola, il problema vero è che le informazioni necessarie a capire come lavora una banca le hanno in pochissimi.

Però posso assicurarti che quasi sicuramente la tua banca deve ridarti interessi e spese. E si tratta di un sacco di soldi!

Per ogni tipo di finanziamento la banca ha un limite massimo al tasso di interesse che può chiedere, passato il quale commette il reato penale di usura.

Per fare un esempio banale, consideriamo un affidamento di 100.000€ utilizzato completamente per un trimestre. Esemplificando un tasso massimo applicabile del 12% il cliente dovrebbe avere un esborso massimo in termini monetari di euro 3.000 ((100.000x12x3)/1200), qualsiasi cifra superiore pagata farà scattare il meccanismo antiusura che obbliga la banca, se richiesto,  al rimborso totale di tutti gli interessi pagati. Se consideriamo che la Legge 104 di cui parliamo è del 1996, è facile capire che le somme in questione, grazie alla rivalutazione cui vengono sottoposte, possono essere veramente importanti. Nella nostra esperienza concreta, abbiamo ottenuto risarcimenti per i nostri clienti che vanno da un minimo di 150/200.000€, ad un massimo di 2/3 milioni di euro.

Purtroppo, nel caso illustrato, come nella realtà, non esiste un organismo terzo che controlla. Deve essere cura del danneggiato accorgersi del fatto e chiedere quanto illecitamente pagato. In Italia, sono molto pochi ad avere le informazioni necessarie per una corretta valutazione.

Noi ci proponiamo per effettuare una verifica di massima in forma totalmente gratuita, se poi ritenessi di voler procedere, saremmo ben lieti di assisterti fino al conseguimento del risultato.

L’iter è semplice, inviaci almeno due anni non consecutivi e significativi dei tuoi estratti conto e valuteremo se e come procedere.

La cosa fondamentale da sapere è che questa cosa accade per almeno il 90% dei casi.

E come mai questa cosa continua ad andare avanti? Ma nessuno denuncia le banche?

No, quasi nessuno lo fa in effetti. Per tre ragioni fondamentalmente.

Anzitutto perché è veramente difficile rendersene conto, e riuscire ad analizzare i propri conti corrente. Soprattutto un imprenditore ha già troppe cose di cui occuparsi, e poi paga già un commercialista, no? Peccato che per fare questi controlli ci vogliono competenze specifiche che non sempre i commercialisti hanno, ma, soprattutto,  non è il loro compito farli.

La seconda ragione è quella sorta di sudditanza psicologica che tutti abbiamo nei confronti delle banche. E anche la paura di peggiorare le cose, facendo una azione di rivalsa nei loro confronti. Soprattutto quando la situazione non è delle migliori.

Per finire bisogna considerare l’atteggiamento intimidatorio della banca nei confronti dei suoi clienti.

Nella realtà però, sanno benissimo di essere nel torto, e quando si trovano davanti la richiesta di rimborso di un loro cliente rappresentato da un professionista competente e preparato, sono ben disposti a chiudere la vicenda con una transazione amichevole. In giudizio ci si arriva veramente pochissime volte.

Per concludere, quale è il percorso da seguire?

Anzitutto bisogna fare una analisi puntuale dei conti corrente della azienda.

Quello che ci serve è di avere copia di ognuno degli estratti conto scalare di due anni interi, scelti a caso e non consecutivi. E  niente di più.

I tempi per arrivare alla conclusione amichevole sono relativamente brevi, intorno ai 5/6 mesi. Niente a che vedere con la durata media di un processo italiano.

E per quanto riguarda la nostra necessità di continuare a lavorare con le banche, non ci sono problemi. Fondamentalmente la banca non è altro ormai che un commerciante che ci fornisce dei soldi necessari alla nostra attività, più qualche altro servizio. E come tutti i commercianti, anche le banche ci tengono ai loro clienti. Continueraitranquillamente a lavorare con la tua banca, quello che cambierà sarà solo la qualità del rapporto contrattuale.

E questo non lo dico in via ipotetica, ma sulla base della esperienza maturata in tanti casi che abbiamo seguito. L’unica cosa che cambierà, sarà che finalmente i rapporti con le tue banche saranno corretti e trasparenti!

Compila uno dei moduli di contatto che hai visto in questa pagina, e ci risentiremo nei tempi e nei modi che avrai indicato.

A presto!

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